Da linea tranviaria rapida incompiuta, pensata per i mondiali Italia ’90 a metropolitana leggera che rivede la concezione del collegamento tra parti della città rafforzando il concetto di metropolitana dell’arte, integrando gli spazi delle stazioni in luoghi che vengono riqualificati e raccontati per la loro storia attraverso la creatività di architetti e artisti contemporanei. Questo ha reso la linea 6 di Napoli un museo pubblico diffuso, una delle metropolitane più belle del mondo che attrae non solo utenti ma tanti turisti, con una storia lunga e in parte ancora da scrivere, legata a doppio filo alla spesa di fondi europei. L’attuale percorso, che si snoda dalla centrale piazza Municipio a Fuorigrotta, quartiere Ovest della città, con otto stazioni, è un’opera innovativa in fase di espansione, che proseguirà il viaggio verso Bagnoli e la collina di Posillipo. Ha già ottenuto risorse pubbliche per oltre un miliardo di euro. In gran parte si tratta di fondi Fesr Campania e Fondo di sviluppo e coesione, destinati alla regione e a Napoli con diverse programmazioni. L’obiettivo, guardando ancora verso ovest, è raggiungere Nisida. Delle tappe che hanno portato all’esistente e di quelle future abbiamo parlato con l’assessore alla mobilità e alle infrastrutture del comune di Napoli, tra gli ingegneri più esperti del settore, Edoardo Cosenza. Mentre ci racconta le stazioni dell’arte della Linea 6 Maria Corbi, storica dell’arte responsabile dei beni artistici di ANM, Azienda napoletana mobilità.